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lunedì 15 marzo 2010

dopo una breve pausa... riprendo in leggerezza

Sono arrivati i redditi dei parlamentari e grande sorpresa...

negli anno della crisi più nera per tutti ecco spuntare un +9 milioni di euro (9.000.000)
per Silvio Berlusconi, è passato da 14 a 23 milioni...ha quasi raddoppiato il suo reddito,
ecco perchè continua a sostenere che la crisi non c'è,
che la ripresa c'è ed è solida... con questi numeri


mi piacerebbe sapere quanti tra i piccoli o grandi imprenditori sono riusciti in questi ultimi anni a raddoppiare il proprio reddito... e quanti di questi sono onesti

dall'altra parte abbiamo un ministro dell'economia che passa da 4.5 milioni di euro a 39.672 euro...
si è vero, ha lasciato lo studio professionale di avvocato tributarista... ma come si fa a passare da milionario a comune mortale nell'arco di un anno?

Certo che ci sono in giro delle persone veramente molto curiose...

venerdì 26 giugno 2009

Draghi - Tremonti

Draghi
Se non peggiorano le cose, il Pil italiano andrà giù del 5% nel 2009. Ma si riparlerà di crescita solo se terranno i consumi e il mercato del lavoro. Per il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, si tratta di due condizioni imprescindibili per superare la crisi.

Ma guardando al futuro, è ancora presto per una strategia di uscita dalla crisi. «Il sistema bancario non è stato ancora riparato», avverte Draghi. Insomma: le risorse delle banche «non sono ancora tornate ad affluire all’economia». E perciò, attuare ora la cosiddetta “exit strategy” «non avrebbe nessuna credibilità». Piuttosto è «importante incominciare a disegnarla».

Nel frattempo, l’Italia si prepara ad archiviare un calo del Pil del 5%. «A patto che non succeda niente», chiarisce Draghi intervenendo alla presentazione del Rapporto sull’economia dell’Abruzzo.

Tremonti
Ma l’ennesima previsione sulla salute dell’economia non va proprio giù al ministro dell’economia: «Silenzio sulle cifre fino a settembre», è l’invito di Giulio Tremonti in un’intervista al Tg2. «Facciamo passare almeno l’estate. Ne guadagnerebbero gli economisti in salute, ma soprattutto la gente. Non è censura, è igiene».

Ma l’affondo non si ferma qui. Dare troppi dati «è un modo per fare del male alla gente, diffondendo sfiducia e incertezza, quando l’economia deve essere invece fiducia e certezza», aggiunge polemicamente il ministro.
E l’informazione? «Troppe informazioni diventano deformazioni» dice Tremonti.
E poi non risparmia una stoccata a Bankitalia: «La stessa istituzione qualche mese fa aveva detto -2%. Chi ha ragione?».
E poi «perchè da noi si danno solo i dati sull’Italia e non quelli sugli altri Paesi?


Non mi interessa chi ha ragione,
io voglio sapere, possibilmente la verità...

Se i dati sono negativi e lo dico, non diffondo sfiducia e incertezza, ma diffondo realismo...
E' assolutamente inutile ai fini della ripresa fare finta di nulla e nascondere ai più quella che è la situazione reale, anche perchè è demoralizzante sentire parlare di dati in ripresa, quando poi paghi sulla tua pelle la crisi...

A non essere informati, ci si sente abbandonati...
A essere informati, come ci stanno informando in questi giorni, ci si sente presi "in giro"

ma giustamente come dice il sire, lui è così, non fa nulla per nasconderlo, eppure...




venerdì 6 marzo 2009

PER FAVORE BASTA!!!


Berlusconi nel 2008 ha sostenuto per tutto il tempo che la crisi si potesse risolvere con un pò di sano ottimismo, poi si arriva al 13 febbraio ed ecco spuntare la preoccupazione

"Questa crisi ha delle dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la dobbiamo guardare e la guardiamo con preoccupazione"

e poi Tremonti il 5 marzo al Credit Day

"Il 2009 sarà ancora più difficile del 2008 ma il rischio dei rischi è la stretta creditizia considerando anche che l'irrigidimento del credito è stato più marcato in Italia che nel resto della zona euro"

ma ecco la retromarcia il 6 marzo

La crisi "esiste" ma "é vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", basti pensare al "calo delle borse è dovuto a una manciata di azioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

e ancora

"C'é una distonia completa" fra quello che raccontano i media e "il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini e che è un messaggio che anche tutti gli altri capi di Stato e di governo stanno cercando di dare"

forse non si rende conto della distonia che c'è tra la situazione reale e e quella che descrive lui...

e non è mancata la retromarcia di Tremonti

"La situazione è difficile ma è sotto controllo". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, contestando i titoli dei giornali di oggi che gli attribuiscono previsioni molto negative per l'anno in corso

lo chiedo per favore, la crisi economica è una cosa seria...
smettetela di dare numeri e dire cose a caso, cercate di stare zitti e di lavorare...

E' inutile sottolineare la differenza di atteggiamento

"Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro": una cifra "sbalorditiva"..."Abbiamo la responsabilità di agire ed è quello che faremo". Lo ha detto il presidente americano, Barack Obama

domenica 5 ottobre 2008

Parlando di mutui...

prepariamoci,
con quello che sta succedendo, tra un pò torneranno alla carica dicendoci che "loro" il problema dei mutui lo hanno già risolto, che Tremonti ha già trovato la soluzione al problema, che la gente non si deve preoccupare perchè, grazie all'iniziativa del governo, la rata che si potrà pagare sarà la stessa che si pagava nel 2006, prima del crollo...

ma vediamo cosa può comportare aderire al piano proposto da Tremonti:

ipotizziamo un mutuo trentennale di 130.000 euro iniziato nel 2006,
ci sono tre possibilità

la prima:
I tassi rimangono stabili
la tua rata da circa 830 euro passa a circa 690 euro, nel frattempo accumuli un debito che alla fine dei trentanni di mutuo si trasforma in un debito da 90.000 euro pagabile in 196 comode rate mensili (16 anni)
questo se i tassi rimangono stabili

la seconda:
se i tassi salgono nei prossimi 4 anni di un punto rimanendo poi stabili, il risultato è:
rata sempre di circa 690 euro ma debito accumulato alla fine pari a 140.000 euro, più di quanto avevi chiesto, pagabile in 525 comode rate (43 anni)

la terza:
se i tassi scendono di un punto nei prossimi 4 anni e poi rimangono stabili il resoconto è:
rata ancora di circa 690 euro, debito da 40.000 euro pagabile in 68 comode rate (5 anni e qualcosa)

allora, chi ha scelto un mutuo a tasso variabile lo ha scelto perchè voleva rischiare e gli è andata male (me compreso)...
ma che non ci vengano a dire che con la loro proposta hanno risolto l'emergenza mutui...