mercoledì 2 giugno 2010

Ballarò - Repubblica - IPSOS - Giannini - Pagnoncelli

Tutti mentono, solo lui ha ragione



ma come giustamente sottolinea nonleggerlo.blogspot.com, possono bastare una decina di secondi, per trovare le prove VIDEO e NON del contrario

( 04 ottobre 2008 )



a una persona attenta bastano 10 SECONDI, per altri non sono bastati 16 ANNI...

ma sicuramente mi sbaglio,
è proprio perchè hanno capito, che da 16 anni, a fasi alterne, ce lo ritroviamo come Presidente del Consiglio

sabato 29 maggio 2010

Violenza minori:no arresto se meno grave

Niente arresto se la violenza sessuale verso i minori sia di ‘minore entita’, secondo un emendamentoPdl-Lega al ddl intercettazioni. La modifica presentata daisenatori del centrodestra non scattera’ piu’ l’obbligodell’arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale neiconfronti di minori se di minore entita’. Il Pdl spiega che sitratta di una ‘correzione ad un errore materialecommesso in precedenza’ che avrebbe reso la norma’incostituzionale’.

(fonte)

'La Commissione giustizia del Senato - si legge in comunicato del gruppo Pdl del Senato - ha con grande senso di responsabilita' ulteriormente ampliato i casi di arresto obbligatorio in flagranza prevedendo che anche nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni si applichi la stessa normativa della violenza sessuale'. 'Per un mero errore materiale non era stata prevista la non applicabilita' dell'arresto obbligatorio nei casi di minore gravita' cosi' come gia' avviene per la violenza sessuale. Tale omissione avrebbe reso la norma incostituzionale sia per la disparita' con la violenza sessuale, sia perche' la pena nel minimo, nei casi di minore gravita', e' ampiamente al di sotto della soglia della sospensione condizionale e dell'affidamento in prova'. Con tale previsione, quindi, si statuisce un deciso inasprimento in tema di custodia cautelare a protezione dei minorenni, ancorche' non si tratti di episodi di violenza'

(fonte)


Quello che mi colpisce è:

quando una violenza sui minori può essere considerate meno grave?
qualcuno me lo spieghi

giovedì 27 maggio 2010

Per favore, basta!!!



"...da colui che era ritenuto un dittatore, un grande e potente dittatore..."

emblematico lo scuotimente del cameram...forse neanche lui stavo credendo a quello che stavo ascoltando...

ma l'importante è, come ho letto in alcuni commenti, che ci sia qualcosa di più grande, anche se inutile, di cui parlare, per evitare il confronto su temi più seri, vedi la manovra appena presentata...

la tattica, forse, è questa...
per far non far sentire un rumore, basta creare un rumore più assordante....

lunedì 24 maggio 2010

L'anno scolastico parta dopo il 30 settembre



Il senatore del Pdl Giorgio Rosario Costa ha presentato un disegno di legge a palazzo Madama, uno dei più brevi provvedimenti che la storia della legislazione repubblicana ricordi.

Il ddl, infatti, è composto di un solo articolo, con appena 16 parole:

"Per le scuole di ogni ordine e grado l'anno scolastico ha inizio dopo il 30 settembre".
questo perchè, secondo il senatore l'inizio della scuola "provoca la anticipata chiusura della stagione estiva anche rispetto al ciclo meteorologico". E questo "determina per le regioni a vocazione balneare un conseguente accorciamento della stagione turistica, con cadute occupazionali e reddituali"

Mi chiedo, ma quanti italiani possono permettersi le ferie a settembre?

Con chi andranno in vacanza i bambini? con le baby sitter? o verranno parcheggiati nei vari baby club?

Ma forse mi sbaglio...forse in realtà le città si svuotano ad agosto solo perchè poi le scuole riprendono a settembre, altrimenti...

giovedì 20 maggio 2010

Pubblica resistenza contro il ddl intercettazioni


Carissimi lettori, carissime lettrici,
il governo di questo paese e la sua maggioranza parlamentare sono oggi impegnati in una drammatica corsa contro il tempo per l'approvazione del disegno di legge noto come "ddl intercettazioni"; lo scopo, duplice, è quello di disintegrare le attività di indagine sulla criminalità da "alte sfere" e di inferire un colpo mortale all'inalienabile diritto di cronaca.
Con questo provvedimento non è in gioco solo la perseguibilità penale dei soliti noti, è in gioco la nostra libertà: una volta smantellato il diritto alla conoscenza, nulla impedirà di privare il popolo italiano di tutti gli altri.

E' pertanto necessario, ora più che mai, un sussulto di dignità civica. Per difendere il nostro fondamentale diritto alla libertà di parola e alla libertà di stampa e gli stessi elementari principi di legalità, è fondamentale dare il via ad una protesta dall'enorme portata, in grado di estendersi ad ogni angolo di questo paese.
Cominciamo con una forma dal significato profondo, una promessa solenne ed impegnativa, ma dall'estrema semplicità: chiunque sia titolare di un blog o di un sito di informazione pubblichi questo appello e il seguente comunicato indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui si esprime solennemente la nostra collettiva impossibilità a sostenere ed applicare le norme del disegno di legge.

Creiamo un fiume interminabile di comunicati di protesta in tutta la rete, un mare di adesioni al gruppo ufficiale su Facebook, impegniamoci anima e corpo affinché questo atto reale di indignazione varchi ogni limite immaginabile.

Alziamoci in piedi e dimostriamo che la ricerca della giustizia, le fondamenta della legalità democratica e repubblicana e la libertà di parola e di stampa non sono in vendita!


COMUNICATO

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

martedì 18 maggio 2010

Santanchè a UNO Mattina:


"Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso"
Stiamo parlando di frasi pronunciate, non da una donna al bar, ma dal sottosegretario all’Attuazione del Programma durante una trasmissione televisiva.

Il primo pensiero potrebbe anche essere... è la solita frase presa fuori dal contesto, avrà voluto dire qualcos'altro,
ma ecco la replica del sottosegretario:


"Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l'intercettazione è stata disposta, rappresenta un'inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone"


quindi è convinta di quello che ha detto...


domani, comunque, nessuno avrà detto nulla e la colpa sarà sempre e comunque di qualcun altro
...

grazie

lunedì 17 maggio 2010

Benzina



lo so, lo so
i "benifici" dei ribassi del petrolio li vedremo "SICURAMENTE" più avanti...
è però divertente sia l'accostamento delle notizie che il vedere come l'Italia sia un paese che non si fa influenzare dall'economia mondiale, quando si devono far soldi non c'è crisi che tenga...

venerdì 14 maggio 2010

Consiglio Comunale a Roma



...e li chiamano ONOREVOLI...

ovviamente questo è solo uno degli innumerevoli esempi forniti dai nostri ONOREVOLI rappresentanti

domenica 9 maggio 2010

Cento passi - Peppino Impastato



La casa confiscata, 25 anni dopo il sequestro avvenuto nel 1985, al boss di Cinisi Tano Badalamenti, è stata affidata dal Comune all'associazione che porta il nome di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.

venerdì 7 maggio 2010

Apologia del fascismo


L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

La "riorganizzazione del disciolto partito fascista", già oggetto della XII disposizione transitoria della Costituzione, si intende (ai sensi dell'art. 1 della citata legge) riconosciuta «quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

La legge prevede per il reato di apologia sanzioni detentive, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa, ed accompagnate dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.


...ed erano in piazza

lunedì 3 maggio 2010

Via del Fagutale 2, ROMA



che dire...
ha fatto proprio un gran affare,
a Torino con 150.000 euro compri circa 50 mq, giusto nelle vicinanze del centro più o meno in buono stato,

lui, con 600.000 euro è riuscito a comprare 180 mq a Roma con vista Colosseo...
veramente notevole

togliete Tremonti e rimettete Scajola all'Economia...

mercoledì 21 aprile 2010

Bella ciao...

«Bella ciao» vietata alle commemorazioni del 25 Aprile. La scaletta della banda in vista della parata di domenica fa litigare Anpi e amministrazione comunale. Il sindaco Azzolini: «A Mogliano è meglio cantare la canzone del Piave». Il presidente della sezione locale dell’associazione partigiani, Maurizio Beggio ribatte: «Bella ciao non è politica, è di tutti, la canta anche mia figlia». La commemorazione della resistenza piomba al centro della polemica politica. E la nuova amministrazione leghista sembra ben intenzionata a far pesare il suo dominio sulla città, anche in occasione della festa del 25 Aprile. La data della liberazione dal fascismo rischia così di rimanere orfana di uno dei brani simbolo della lotta partigiana: «Bella ciao».

Bella ciao è una canzone popolare cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano (Resistenza) durante la seconda guerra mondiale, che combattevano contro le truppe fasciste e naziste. La circolazione di Bella ciao, durante la Resistenza è documentata e sembra circoscritta soprattutto in Emilia, fra l'appennino bolognese e le zone della Repubblica partigiana di Montefiorino (sull'appennino modenese, dove si dice che fu composta da un anonimo medico partigiano).
(fonte)

Il periodo storico individuato comunemente come Resistenza italiana inizia, per convenzione storiografica ormai consolidata, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e termina alla fine del mese di aprile 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fu riferito dal CLNAI con la data dell'appello per l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano. La Resistenza italiana fu solo la prima parte del cosiddetto periodo costituzionale transitorio. In termini politici questo periodo si concluse con la nomina del primo governo Parri del 21 giugno 1945. La seconda parte terminerà il 1º gennaio 1948, giorno dell'applicazione della nuova Costituzione Italiana.

La replica

Nessuna polemica con l'Anpi, a Mogliano la banda cittadina non ha mai suonato il brano 'Bella ciao'. Se l'Associazione Nazionale Partigiani lo richiede formalmente, per ricordare i partigiani caduti durante la resistenza, non pongo alcun veto, tanto piu' che, anche se giovane, sono da anni Associato Anpi!, assicura il sindaco.

Non vedo alcun problema nel suonare la Canzone del Piave, che celebra la vittoria italiana durante la 1° Guerra Mondiale, durante le cerimonie del 25 aprile. E' un brano popolare e conosciuto, che la banda ha sempre suonato.

La leggenda del Piave, meglio conosciuta come la canzone del Piave, è una delle più celebri canzoni patriottiche italiane.
I fatti storici che ispirarono l'autore risalgono al giugno del 1918 quando l'Austria-Ungheria decise di sferrare un grande attacco sul fronte del Piave per piegare definitivamente l'esercito italiano, già reduce dalla sconfitta di Caporetto. La Landwehr (l'esercito imperiale austriaco) si avvicinò pertanto alle località venete delle Grave di Papadopoli e del Monte Montello, ma fu costretta ad arrestarsi a causa della piena del fiume. Ebbe così inizio la resistenza delle Forze armate del Regno d'Italia che costrinsero gli Austro-ungarici a ripiegare.
(fonte)


Una domanda al sindaco...come si legano storicamente la Canzone del Piave, sicuramente importante e patriottica, con il 25 Aprile e con Bella Ciao?

domenica 11 aprile 2010

Berlusconi e gli aggettivi...

Al forum di Confindustria a Parma, Berlusconi in uno dei passaggi del suo Show dice che

Rifiuta la "teoria del declino" italiano e annuncia "riforme in tutte le direzioni", compreso ovviamente il presidenzialismo con il rafforzamento dell'Esecutivo che "oggi non ha nessun potere". Una sottolineatura che lo manda in fuorigioco rispetto al Quirinale, visto che Berlusconi, lamentandosi dei suoi scarsi poteri, ricorda come "ogni provvedimento che esce dal Consiglio dei ministri debba poi essere sottoposto al presidente della Repubblica e al suo staff, che controlla minuziosamente anche gli aggettivi".

(fonte)

Onestamente, mi sento sollevato al pensiero che ci sia uno staff che controlla minuziosamente ogni singola parola inserita in un qualunque provvedimento proveniente da qualunque schieramento politico...

ma lo so...a molti italiani questo può non piacere, perchè si potrebbe procedere molto più velocemente e molto più disonestamente se i controlli fossero più superficiali...

sarà per questo che vince sempre lui?

mercoledì 24 marzo 2010

Veramente un signore....

A Torino l'ennesima gaffe del premier sulla Bresso
"Si guarda allo specchio e si rovina la giornata"

L'ennesima gaffe di Berlusconi questa volta ha come vittima Mercedes Bresso, presidente del Piemonte e candidata del centrosinistra per le prossime regionali. Al Lingotto, nel comizio organizzato per dare l'ultima spinta al "suo" candidato, il leghista Roberto Cota, il Cavaliere si lascia andare ad una battuta di dubbio gusto: "Sapete perché - dice - Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata".

perchè lui fa parte del partito dell'amore, gli altri di quello dell'odio e degli insulti...

ma in fondo le sue sono solo battute... e poi... "lui è fatto così"
continuate a giustificarlo

(fonte)

martedì 23 marzo 2010

Una telefonata non la si nega a nessuno...

in periodo dichiarato di par condicio, in un momento in cui la ferita provocata dalla chiusura delle trasmissioni di approfondimento politico è ancora aperta...
lui che fa?



Il presidente del Consiglio interviene nella trasmissione della Rai con il solito intervento contro la magistratura e la sinistra che mette le tasse. La cosa divertente è che la tv pubblica ha chiuso i programmi di approfondimento politico con il contraddittorio per rispettare la parità di condizioni in campagna elettorale.

Un interventone. La campagna elettorale per le regionali “si è snaturata perchè il partito delle procure è entrato pesantemente in campo“, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente a Uno mattina. “Con gli interventi della loro magistratura -ha aggiunto il premier- la sinistra ci ha impedito di scolgere una campagna elettorale di informazione nei confronti dei cittadini“. Il presidente del Consiglio ha ribadito il proprio ‘no’ ad un faccia a faccia con il segretario del Pd Pierluigi Bersani: “Non c’è nessuna possibilità di confronto – ha ribadito – con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia“.

UNA BATTAGLIA DI LIBERTA’ – Il premier ha ripetuto quanto sia importante recarsi alle urne domenica e lunedì prossimi: “Occorre andare a votare perchè ogni voto non dato avvantaggia la sinistra. Ho fiducia nel buonsenso degli italiani che non si riconoscono in questa sinsitra ammanettata a Di Pietro“. E poi, già che c’era, ha aggiunto: che la vittoria della ‘gauche’ alle regionali francesi non condizionerà l’evoluzione del confronto politico in Italia. “I socialisti francesi – ha detto il presidente del Consiglio – hanno da tempo abiurato il comunismo. Quanto all’Italia, con questa sinistra e gli ambientalisti fasulli abbiamo già dato: li abbiamo visti all’opera due volte, con Prodi, sbranarsi fra loro sulla nostra pelle. E allora diciamo no grazie, non siamo masochisti“.

ELEZIONI DIRETTE – “Dobbiamo rivolgerci ai cittadini e sentire da loro qual è la cosa che preferiscono, se l’elezione diretta del presidente della Repubblica o l’elezione diretta del presidente del Consiglio“, ha detto poi il premier. Quanto alla possibilità di un dialogo con l’opposizione, il presidente del Consiglio ha detto che le riforme “sarebbe meglio farle con opposizione, se volesse dialogare, se si dimostrasse credibile”. Il confronto potrà esserci, ha aggiunto il Cavaliere, “quando capiremo con chi parlare, se con i riformisti o con gli agitatori di piazza: ho ricevuto insulti, minacce, ostruzionismo in Parlamento, il ritorno dell’estremismo, il ricorso al partito delle Procure. È l’opposizione che deve cambiare. Se cambia ne riparleremo“. Insomma, le solite cose. L’unica novità è che il presidente del Consiglio si sta facendo il giro delle trasmissioni dove può monologare nell’ultima settimana di campagna elettorale. Proprio mentre un regolamento già giudicato inadeguato dice che le trasmissioni con contraddittorio politico, in Italia, non possono andare in onda. Niente di nuovo.


(fonte)

lunedì 15 marzo 2010

dopo una breve pausa... riprendo in leggerezza

Sono arrivati i redditi dei parlamentari e grande sorpresa...

negli anno della crisi più nera per tutti ecco spuntare un +9 milioni di euro (9.000.000)
per Silvio Berlusconi, è passato da 14 a 23 milioni...ha quasi raddoppiato il suo reddito,
ecco perchè continua a sostenere che la crisi non c'è,
che la ripresa c'è ed è solida... con questi numeri


mi piacerebbe sapere quanti tra i piccoli o grandi imprenditori sono riusciti in questi ultimi anni a raddoppiare il proprio reddito... e quanti di questi sono onesti

dall'altra parte abbiamo un ministro dell'economia che passa da 4.5 milioni di euro a 39.672 euro...
si è vero, ha lasciato lo studio professionale di avvocato tributarista... ma come si fa a passare da milionario a comune mortale nell'arco di un anno?

Certo che ci sono in giro delle persone veramente molto curiose...

sabato 27 febbraio 2010

Per chi segue il TG1, Mills è stato assolto



Il reato di corruzione in atti giudiziari contestato all'avvocato David Mills è prescritto. Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione. Il sostituto procuratore generale Gianfranco Ciani aveva chiesto l'«annullamento senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione e rigetto del ricorso dell' imputato per quanto riguarda gli effetti civili». La Cassazione ha confermato la condanna dell'avvocato David Mills a risarcire 250 mila euro a Palazzo Chigi per danno di immagine.

Reato commesso nel novembre del 1999, non nel febbraio 2000
Annullato, quindi, senza rinvio, il verdetto emesso il 27 ottobre 2009 dalla Corte di Appello di Milano a eccezione della condanna di Mills a risarcire Palazzo Chigi. Per i giudici il reato fu commesso l'11 novembre del '99 («quando Mills, in proprio, e non come gestore del patrimonio altrui, fornisce istruzioni per il trasferimento dei circa 600 mila dollari dal fondo di investimento Giano Capital al fondo Torrey») e non il 29 febbraio dell'anno dopo (solo in quella data, per i giudici della Corte d'Appello di Milano, Mills avrebbe intascato i 600 mila dollari girati dal manager Fininvest Carlo Bernasconi, deceduto, allorché si intestò quote del Torrey global fond).

mercoledì 24 febbraio 2010

In che mani siamo (lettera aperta a Michele Santoro)

fonte: il blog di Alessandro Tauro

La lettera aperta è stata pubblicata sul blog
Stazione MIR di Federico D'Orazio


Ci ho messo quattro giorni per prepararmi, e due per riprendermi dal colpo. Nel giorno di massima attenzione verso noi Aquilani, quando abbiamo rialzato la testa e sfondato le barriere del centro storico, c’erano tutti quelli che da 11 mesi a questa parte avrebbero dovuto esserci, e mancando invece ogni volta l’appuntamento. Quel giorno, nella rappresentanza RAI c’era quello che per me rappresentava la luce in fondo al tunnel: la troupe di Annozero. Eravamo pittoreschi, coi nostri cartelloni appesi, tutti con le telecamere e macchinette digitali per riprenderci da soli, abituati come siamo a fare tutto nell’oscuramento mediatico che ci sta soffocando. Eravamo incazzati. I ragazzi di Annozero, ci hanno notati, ed hanno voluto parlare con noi. Abbiamo programmato e realizzato con loro interviste durate ore, c’è chi ha condotto visite non autorizzate in zona rossa a rischio suo e della propria fedina penale. Lo abbiamo fatto tutti perché la cosa più importante è L’Aquila, ed in questi mesi abbiamo saputo rivedere, inconsapevolmente, priorità ritenute prima di un anno fa imprescindibili.

Ai ragazzi di Annozero, abbiamo raccontato i nostri fatti più privati, perché eravamo e siamo tutt’ora convinti che se non si vivono certe situazioni non le si può comprendere. Ma raccontarle nel più minimo dei dettagli può aiutare a farsi un’idea. Purtroppo, il risultato è stato sconsolante. La mannaia dell’opportunismo si è abbattuta su di noi, anche da chi non avrei mai creduto potesse farlo. L’Aquila, ad Annozero, si è ridotta ad un insulso collegamento dalla zona rossa, in un’area che per noi comuni mortali è inaccessibile, perché questo era il disegno previsto. Sfruttarla come scenografia, far immaginare un centro vuoto, disabitato, crollato. E proprio perché è davvero così, ci risulta incomprensibile la ragione che ha spinto ad escludere da questa rappresentazione pittorica, l’elemento più importante. NOI. Gli Aquilani. Gente che non ne può più di sentir dire cose sul conto della nostra città da chi non vi ha mai messo piede, né prima, né dopo il 6 Aprile.

Per fare un esempio, quando ero in studio ad Annozero, e rigorosamente tra quelli del pubblico non parlante, non ho idea di cosa mi abbia trattenuto: Il direttore Belpietro, ha enunciato con la nettezza di chi ha appena parlato con uno dei responsabili della Ricostruzione, che

“il centro dell’Aquila andrà abbattuto e ricostruito con criteri antisismici”

Quella è stata la prima occasione in cui ho dimostrato a me stesso di essere una persona molto più civile di quanto credessi. Gli Aquilani, non vogliono più sentir paragonare le loro case, le Chiese, la città tutta ad un immenso paesaggio di cartone. Precario. Sia fatta una distinzione netta tra quello che precario era per speculazione edilizia, lucro personale e politico degli ultimi decenni, e tutto il resto della città. Non fare questa distinzione a quasi un anno dal terremoto è forse il segno più preoccupante di tutta la vicenda che ci riguarda. E dimostra che non c’è assolutamente nessuna volontà politica e giornalistica, tra quelle enunciate finora, di fare chiarezza e per una buona volta pulizia.

Si rischia oggi, di vedere un centro storico abbandonato a se stesso che dovrà essere ricostruito con il nostro finanziamento, visto che da Luglio pagheremo le tasse. E nemmeno di questo, nessuno che si scandalizzi, nessuno che si adoperi a costo della propria carriera politica o professionale, per condurre un ‘operazione di verità. Gli Aquilani giovedì scorso hanno visto la loro città dalla televisione, esclusi ad ogni livello dalla partecipazione a quello che, vanamente, avevamo creduto fosse il momento del nostro riscatto.

Per di più, ed è questa la nota più grave, una trasmissione di quasi tre ore si è limitata a dibattere delle intercettazioni già note dalla settimana prima, che noi tutti avevamo già letto dai giornali. Non una parola sulle ragioni vere che hanno spinto i magistrati ad iscrivere Guido Bertolaso nel registro degli indagati, ovvero l’ipotesi di corruzione. Più succoso, anche per Annozero, si è rivelato l’argomento dei presunti favori sessuali che coinvolgerebbero il capo della PC. Per argomenti di questa debolezza, abbiamo dovuto veder dedicate 3 ore di prima serata, con approfondimenti fino al più squallido dei dettagli.

L’Aquila, nella vicenda, aveva da offrire altro che il suo corpo colpito a morte. Argomenti forti, forse troppo persino per Santoro. Ne cito solo alcuni, per i quali pretendiamo da mesi (inascoltati) attenzione. Ricostruzione mai partita, quasi un miliardo di Euro buttato per assistere solo il 20% della popolazione colpita, pregiudicando seriamente la disponibilità finanziaria da dedicare alla VERA ricostruzione, appalti a dir poco gelatinosi in ogni aspetto di quanto fatto fino ad oggi: ponteggi, Progetto CASE, persino le coperture dei tetti in centro storico pare abbiano dei segreti inconfessabili.

E noi che speravamo si parlasse di questo, cose che abbiamo documentato alla troupe che è rimasta qui per tre giorni, sprecando il nostro tempo per fornire dati, suggerire storie degne di nota, cercare riscontri obiettivi a quanto raccontavamo loro…noi che sostanzialmente abbiamo fatto il loro lavoro, conducendo inchieste solitarie e sperando che volessero almeno raccontarne i risultati emersi, abbiamo fatto un’opera inutile.

C’era altro da fare per Annozero.

C’era da immaginare Bertolaso che si intratteneva in ambigui massaggi alla cervicale, c’era da immaginare mutandine brasiliane e preservativi, e calici di champagne.

Santoro, perché?

Santoro, lei avrebbe potuto far vedere cose davvero scandalose, che noi conosciamo,e lei ora, grazie a noi conosce. Ha preferito far immaginare cose infinitamente meno volgari di quelle che noi viviamo da un anno ormai a questa parte. Aspetto il risarcimento che mi ha promesso in studio, quando le ho detto la mia approfittando,a fine diretta, dell’ira dei ragazzi messinesi - venuti per parlare in trasmissione - e che non hanno trovato spazio per raccontare i loro scandali sulla PC. A L’Aquila ci sono molti, me compreso, desiderosi di confrontarsi alla pari (e non nei due minuti riservati al pubblico) con chi tra giornalisti, politici e prelati ha ancora voglia di difendere la facciata che nasconde gli scandali accaduti fino ad oggi a L’Aquila, sulla nostra pelle. Perché si inizi a dire la verità. Michele Santoro è disponibile a farlo?

Finche ciò non avverrà resteremo, tutti quì a L’Aquila, della nostra idea.

Continuando a domandarci alla sera, nelle nostre

case,

casette,

M.A.P.,

roulotte,

camper,

camere d’albergo

e letti di caserma:

in che mani siamo?

martedì 16 febbraio 2010

Maierato...



non ne abbiamo più il controllo...
ed è giusto così, nel tempo abbiamo fatto troppi disastri per non pagarne le conseguenze adesso

lunedì 15 febbraio 2010

ELVIRA DONES...
In nome delle belle ragazze albanesi"

"Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."

Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.

Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

* Elvira Dones, scrittrice-giornalista
.
Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all?Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Attualmente risiede negli Stati Uniti, dove alla narrativa alterna il lavoro di giornalista e sceneggiatrice.

(fonte)

Perchè quello che manca veramente è l'indignazione popolare...
Nessuno si lamenta, si sente dire:
"intanto sono frasi provenienti da un burlone",
peccato che il burlone sia un presidente del consiglio (lo scrivo volutamente in minuscolo)...

Sono frasi, gesti, allusioni che non devono passare sotto silenzio...
e non serve giustificarlo pensando a:
"ci sono cose più importanti..."

perchè il messaggio che passa è grave...
una battuta del genere è pari a quella di chi si frega le mani pensando al terremoto
si scherza sul dolore altrui...

giovedì 11 febbraio 2010

BERTOLASO

L'INTERCETTAZIONE

ROMA - Il 21 settembre 2008, annota il gip nella sua ordinanza, «l'Anemone, unitamente al Rossetti (Simone Rossetti, indagato, gestore del Salaria sport village - ndr)», si attiva per organizzare la «cosa megagalattica».
Rossetti: ...capo
Anemone: ...eccomi R.:...allora domenica prossima alle 8
A.: ...di quello che parlavamo prima...?
R.: ... si si... cosa megagalattica
A.: ...ma li da voi?
R.: ...chiudo il circolo due ore prima...festa al Centro Benessere
A.: ...benissimo okay
R.: ... (inc)... con lui
A.: ...eh?
R.: ...tre persone con lui (...)
A.: ...grazie... quindi l'ora a che ora è?
R.:...io direi per le 8 così ci organizziamo.. un po' di frutta prima... champagne... frutta ... un po' di colori fuori... cose

Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.
Anemone: ...2 cose... la prima al 99% domenica va bene
Rossetti: ...okay... perfetto
A.: ...me lo conferma sabato... però m'ha detto che al 99%... si
R.: ... okay... sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.: ...no, no, io 'ste cose A.:...sì, sì, però mi raccomando...la riservatezza tua e basta...Simò
R.: ... ah...Diè...tranquillo proprio...

I due parlano ancora della festa il 25 settembre.
Rossetti: ...senti quante situazioni devo creare?...una...due
Anemone: ....io penso due... lui si diverte... due
R.: ...tre?...che ne so!
A.: ...eh la Madonna!
R.: ...(ride) va bene... a posto
A.: ...di qualità!
R.: ...assolutamente

Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.
Anemone: ...quindi non ci sei domani sera
Bertolaso: ...no domani sera... ahimè non ci sono
A.: ... ho capito...
B.: ...però conto che l'offerta possa essere ripetuta ovviamente in un'altra occasione (...)
A.: ...come no! come no!...grazie...ci sentiamo in settimana.

corriere.it

LA REAZIONE DI BERLUSCONI

I pm si devono vergognare

siamo proprio sicuri che siano i pm a doversi vergognare???

ma tutto questo servirà???
non sembra, perchè di dimissioni non se ne parla, mentre di protezione civile s.p.a. si

qualcuno, per favore, mi indichi qual è il fondo....

mercoledì 10 febbraio 2010

Manifesti elettorali


In una giornata in cui:


Dell'Utri in un'intervista dice che
"Sono in politica per sfuggire all'arresto"
(informare è un dovere)

Bertolaso vierne indagato e si dimette dall'incarico
(ansa)

e altre...


ecco il condono preventivo per i manifesti elettorali: La proposta di una sanatoria fino al 31 maggio 2010 arriva dalla Lega e dal Pdl ed è contenuta in un emendamento al decreto Milleproroghe - Se il provvedimento dovesse essere approvato ai partiti, invece che pagare le multe, basterà versare 1000 euro per ogni provincia "imbrattata" con manifesti affissi al di fuori degli spazi consentiti

Un “condono preventivo” per poter attaccare liberamente manifesti elettorali abusivi senza sborsare quasi nulla. C’è anche questo tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe in discussione in questi giorni al Senato. Una proposta che, se approvata, danneggerebbe non poco i Comuni e permetterebbe ai partiti che hanno imbrattato le città in luoghi non consentiti durante la campagna elettorale di cavarsela con un’ammenda da 1000 euro per ogni provincia dove sono stati compiuti gli abusi.

La proposta viene dalla Lega e dal Pdl e prevede che la sanatoria per chi affigge manifesti abusivi (quella precedente era stata approvata l’anno scorso per “coprire” le elezioni Europee) venga estesa fino al 31 maggio 2010. Le conseguenze sono semplici: i partiti potranno continuare con la politica delle affissioni “selvagge” fino a Regionali concluse e i Comuni non potranno rivalersi contro di loro per i danni.

Ad essere danneggiate, infatti, sono proprio le amministrazioni locali. Spiega il segretario radicale Marco Staderini che “ad ogni elezione nazionale, tra sanzioni per manifesti abusivi e spese di defissione i Comuni ci rimettono da 80 a 100 milioni”. Perché buona parte delle amministrazioni quei soldi li mettono a bilancio da prima e sono soldi che tra un condono e un altro non rientrano mai mentre le spese per ripulire i muri vanno sostenute lo stesso.

Se i conti di Staderini fossero esatti, visto che la sanatoria è una pratica sistematica da almeno quindici anni, i partiti avrebbero risparmiato circa un miliardo di euro, forse anche di più. Lo ammette anche il sottosegretario all’Economia Daniele Molgora secondo cui è “impossibile, sulla base dei dati che gli enti locali ci comunicano, determinare il minor introito derivante dalle violazioni in materia di affissioni”.

Altri Comuni, invece, una volta capito l’andazzo, sulle multe da “affissione selvaggia” hanno prudentemente scelto di non farci affidamento. Il reato in questione risale agli anni ’60 e fu depenalizzato nel 1994, l’anno della prima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi. Nel 1996, con il centrosinistra al governo è arrivata la prima sanatoria: un milione di lire da restituire per ogni comune “sporcato”. Per non essere da meno il centrodestra ha approvato una nuova sanatoria nel 2001. Nel 2005 e ne è scattata un’altra. Unica pausa nel 2007 quando si decise, improvvisamente, che a pagare doveva essere chi sporcava. Una svolta durata poco: nel 2008 è arrivata l’ennesima sanatoria e adesso, grazie all’ultimo emendamento, un nuovo balzo in avanti e problema risolto a priori grazie al “condono preventivo”.

Ma se i manifesti sono questi...ne vale la pena

venerdì 5 febbraio 2010

Ma ci fanno o ci sono???

Norma antimafia del governo rischia di azzerare i processi

Una sentenza della Cassazione potrebbe far azzerare tutti i processi di mafia compresi quelli non ancora passati in sentenza definitiva. In pratica c’è un buco nella normativa antimafia entrata in vigore nel luglio scorso. Quando la pena può lievitare fino a 30 anni, dicono gli ermellini, a giudicare deve essere la Corte d’assise.
La sentenza, emessa dalla prima sezione penale della Suprema Corte il 21 gennaio scorso, riguarda un processo celebrato a Catania (contro Attilio Amante e altri otto imputati), in cui si erano dichiarati incompetenti sia il Tribunale, con un’ordinanza del 7 maggio 2009, che la Corte d’assise, con un’altra ordinanza, datata 12 ottobre. Due settimane fa la Suprema Corte ha stabilito che competente a giudicare è la Corte d’assise.

La sentenza, passata sotto silenzio, sta suscitando dubbi e perplessità negli uffici giudiziari, con importanti processi per mafia che rischiano di ricominciare da zero. E’ successo nei giorni scorsi a Palermo, dove la questione era stata sollevata d’ufficio dalla quarta sezione del Tribunale (la stessa davanti alla quale sta deponendo, in questi giorni, Massimo Ciancimino); ora è stato rinviato un altro dibattimento, su richiesta congiunta del pm Caterina Malagoli e dei difensori, anche a Termini Imerese.

Paradossalmente, a scatenare l’emergenza è stata una norma antimafia, contenuta nel pacchetto sicurezza, divenuto legge nel luglio 2008: se agli imputati di associazione mafiosa vengono infatti contestate talune aggravanti – ad esempio essere stati “capi e promotori”, di avere agito con un’associazione armata e di avere reimpiegato in iniziative economiche i proventi di attività criminali – la pena lievita anche fino a 30 anni e dunque scatta la competenza della Corte d’assise. Questo vuol dire che, anche con effetto retroattivo, i giudizi già celebrati in Tribunale o in Corte d’appello sono potenzialmente nulli.

La risposta di Alfano

All'allarme lanciato dai giudici che si stanno occupando di procedimenti mafiosi, Alfano risponde gettando acqua sul fuoco: "Eviterei aggettivi estremi ed eccessi di ansia perché il governo dell'antimafia delle leggi e dei fatti, provvederà a fare in modo che effetti distorsivi non si verifichino. Tutti stiano tranquilli perché il Governo farà in modo che non ci siano conseguenze negative nascenti da un fatto positivo". Alfano ha spiegato di non conoscere ancora la sentenza della Cassazione nelle sue motivazioni, perché non è stata pubblicata, "ma conosco - ha concluso - il dispositivo".

C'è un buco nella legge

"C'é un buco nella legge, c'é un problema normativo: serve una correzione". Questo trapela dalla Cassazione a proposito del dispositivo emesso lo scorso 21 gennaio - nel processo 'Amante' - che sposterebbe la competenza dei reati di mafia dai tribunali alle Corti di Assise con il rischio di azzerare molti procedimenti in corso. Nulla di più viene aggiunto, dal momento che le motivazioni della sentenza non sono ancora state depositate e che non è stata redatta alcuna massima di diritto, nemmeno a livello provvisorio. Quel che è certo è che si tratta, appunto, di un effetto dovuto ad una "imperfezione normativa" e, dunque, in grado di riverberarsi non solo sul processo 'Amante' ma su un gran numero di altri procedimenti per mafia.

E per rimediare occorrà un immediato intervento del legislatore". Non usa mezze misure, commentando i possibili effetti della sentenza nei reati di mafia, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. "Non ne conosciamo ancora la motivazione - dice Ingroia - ma il dispositivo è già abbastanza chiaro". Il procuratore aggiunto spiega poi che "e dovesse prevalere la tesi della competenza delle Corti d'assise sarebbe una vera e propria catastrofe, perché la questione si potrebbe porre in ogni stato e grado del procedimento. Con effetti che vanno dal regresso del processo in primo grado alla cancellazione di sentenze nei dibattimenti quasi conclusi. E qui si tratta dei capi dell'associazione mafiosa. Altro che processo breve. Sarebbe molto peggio, e gli effetti si ripercuoterebbero nelle vicende di mafia".

link

eh bravo ministro, forse eri troppo preso da altre leggi e ti è scappata una virgola qua e là...in fondo si sta solo parlando di processi di mafia, o lo avete fatto volontariamente?!!!

giovedì 4 febbraio 2010

Berlusconi e il 70% dei consensi....


ecco quale programma usa il presidente del consiglio per creare il suo consenso...PHOTOSHOP

ma dico, se proprio devi fartele ritoccare, almeno scegli un grafico bravo


ecco il file ad alta risoluzione:

http://twitpic.com/110rn5/full

e il blog da cui ho preso la notizia

sanprecario

lunedì 1 febbraio 2010

Il made in Italy secondo il ministro Zaia...




la realtà....



“McItaly è un grande obiettivo che mi ero prefisso e che è stato realizzato, ha dichiarato il Ministro Zaia, consentendoci di guardare al futuro e di allargare gli orizzonti della nostra agricoltura. Un network mondiale come McDonald’s rappresenta un importante sbocco in nuovi segmenti di mercato per i nostri contadini. La nostra agricoltura non poteva perdere quest’occasione, come dimostrano i numeri: 1000 tonnellate di prodotti italiani utilizzate, per un valore di 3,5 milioni di euro”.

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha presentato, alle ore 13.00 nella storica sede del McDonald’s di Piazza di Spagna, la nuova linea McItaly, che ha ricevuto il patrocinio gratuito del Mipaaf. Si tratta di panini e insalate preparati con il 100% di prodotti italiani: carne nazionale, olio extravergine di oliva, Asiago Dop, Bresaola della Valtellina Igp, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani.

Per iniziare, McItaly sarà distribuito nei 392 punti vendita italiani, ma dovrà diventare un must internazionale, consentendo ai prodotti del Made in Italy di fare il giro del mondo. Il 75% dell’agroalimentare, infatti, viene immesso nella grande distribuzione.

“I gesuiti, a cui veniva chiesto perché parlassero con gli infedeli, rispondevano: meglio evangelizzare chi non crede. McItaly ci consentirà di dialogare con i giovani, lavorando sul loro imprinting gustativo: il 31% dei clienti McDonald’s, infatti, ha un’età compresa tra i 20 e i 35 anni, l’11% tra i 15 e i 19”

“Siamo per la tutela del Made in Italy – ha continuato il Ministro -, per la difesa della nostra identità, e proprio per questo non possiamo fermarci alle modalità di distribuzione: dobbiamo guardare alla qualità. McItaly è questa qualità, il primo panino interamente tracciato, non anonimo, attraverso cui oggi globalizziamo l’identità dell’agricoltura italiana”.


COMPLIMENTI AL MINISTRO

alcuni link

dissapore.com
trashfood.com

domenica 31 gennaio 2010

G8 Maddalena, l'isola usa e getta

mercoledì 27 gennaio 2010

27 Gennaio - Giorno della Memoria - Per non dimenticare



Ah dimenticavo...

Spopolo IMussolini, applicazione per l'IPhone

Imussolini - costa 79 centesimi ed è al secondo posto nella classifica dei più scaricati

L'applicazione si chiama semplicemente iMussolini ed è stata ideata da un giovanissimo imprenditore napoletano, il venticinquenne Luigi Marino. "Il primo giorno è stata scaricata solo 55 volte", racconta Marino a Repubblica. "Il secondo giorno i download sono stati oltre seicento. Dal terzo, grazie anche all'interesse della stampa, ho avuto una media di mille acquisti al giorno".

Il problema non sono i contenuti, che come sostiene l'autore si possono trovare ovunque, ma i commenti all'applicazione e lo spirito con cui questa applicazione viene scaricata...

lunedì 25 gennaio 2010

Non ci posso credere...

Non si presenta in tribunale
La polizia arresta «Arnold»

Già nel 2008 l'attore Gary Coleman era finito in prigione per aver investito un uomo in un parcheggio



L’attore statunitense Gary Coleman, divenuto famoso negli Anni Ottanta come protagonista del telefilm cult Il mio amico Arnold (guarda), è stato arrestato dalla polizia dello Utah per non essersi presentato ad un’udienza in tribunale: è quanto hanno precisato fonti della polizia dello Utah dopo che il quotidiano locale The Salt Lake Tribune aveva invece parlato di violenze domestiche.

Coleman, classe 1968, era già stato arrestato nel 2008 con l'accusa di aver voluto investire un uomo in un parcheggio, vicenda che secondo fonti legali sarebbe in via di risoluzione extragiudiziale. L'attore, nato con una malattia congenita ai reni che ne ha bloccato la crescita, è divenuto famoso negli Anni Ottanta per il ruolo di Arnold, si candidò nel 2003 al Governatorato della California, ritirandosi dopo la discesa in campo di Arnold Schwarzenegger, al quale diede successivamente il suo appoggio.

...ogni tanto bisogna anche distrarsi...

giovedì 21 gennaio 2010

Il processo breve

Intervista a Saviano:
(repubblica.it)

"Non si possono velocizzare i processi a discapito di chi sta attendendo giustizia. Adesso il messaggio è chiaro. Se in Italia qualcuno pensa di avere risposta dallo Stato, sa che spesso potrà non averla. E chi al contrario percorre strade trasversali alla legalità, quelle della criminalità organizzata e non solo, avrà la consapevolezza di potersela cavare. Che esistono le regole, ma che possono essere corrette".

Roberto Saviano, che accadrà quando il processo breve diventerà legge col voto della Camera?
"Per capirlo bisogna ricorrere ad alcune immagini. Processo Spartacus, quello che nei giorni scorsi ha portato alla condanna all'ergastolo in Cassazione per 16 boss della vecchia guardia casalese: con questa legge il primo grado non sarebbe rientrato nei tempi. Sarebbe stato impossibile dimostrare che lo Stato persegue i reati, che è in grado, magari con lentezza, di condannare i colpevoli. Ancora, col processo breve giungeranno a prescrizione i maggiori processi in corso per incidenti sul lavoro. Processi che purtroppo necessitano di tempi lunghi per via delle perizie tecniche e a causa della lentezza della macchina giudiziaria. Per non parlare in ultimo della colpa medica. Tutte le persone che hanno subito interventi medici segnati da errori o terapie sbagliate vedranno cancellato il loro processo".

I cittadini hanno diritto a tempi rapidi, è la tesi del governo.

"Ma perché i cittadini devono pagare due volte? Prima, attendendo tempi lunghissimi per il giudizio. Poi, durante il processo, vedendo cancellata la speranza di avere giustizia? Vero, bisogna velocizzare i processi. La lentezza della macchina giudiziaria italiana è scandalosa, ancor più per un paese che si definisce democratico. Prioritario e giusto velocizzarla. Ma rendendola più efficiente, mettendola in grado di funzionare. Non si può pensare di velocizzare a discapito di chi cerca giustizia".
Obiezioni valide, se non si trattasse di una legge ad personam.
"Basterebbe poco per dimostrare che non si tratti di una norma che fa gli interessi di qualcuno. Dire: ecco, questa legge entrerà in vigore da domani, a partire dai nuovi processi, non ha valore retroattivo. Ma purtroppo così non è".

Ritiene che tra i rischi vi sia quello della diffusione di un senso di impunità, una sorta di incentivo involontario alla criminalità organizzata?
"Il rischio c'è. La criminalità organizzata, e non solo, potrà pensare di cavarsela sempre. Che le regole ci sono ma modificabili".

Il suo appello contro il processo breve, attraverso il nostro giornale e il sito, ha raccolto 500 mila firme. È stato tutto vano?
"Non è stato vano. Quelle centinaia di migliaia di persone sono lì a ricordare che quella non è una legge condivisa, che non va nella direzione della democrazia. Su questo, concordano molti elettori del centrodestra. Mi chiedo con che faccia, da domani, i rappresentanti del governo potranno guardare negli occhi chi chiede giustizia e non potrà più averne".

Ormai la legge è in dirittura d'arrivo. In cosa spera?
"Spero ci sia ancora un margine perché rinsavisca chi crede ancora nello Stato. Se poi la legge sul processo breve verrà approvata anche dalla Camera, allora spero che venga rimandata in Parlamento".

Continuo a sentire i rappresentanti del governo dire:
i processi in Italia sono troppo lunghi e quindi abbiamo pensato che la via migliore per ridurne i tempi fosse quella di diminuire gli anni per i vari giudizi...

non posso credere che la gente possa considerare questa una giustificazione plausibile...
è troppo scontato capire che per ridurre i tempi si deve mettere chi lavora nelle condizioni di fare il suo mestiere velocemente, e non semplicemente ridurne il tempo in cui deve farlo...

è assurdo

del resto non ci si può aspettare molto da chi sostiene che per risolvere il problema dei bamboccioni in Italia, si debba fare una legge che sbatta fuori di casa i diciottenni,
senza preoccuparsi di creare comunque delle condizioni tali per cui i diciottenni siano in grado di farsi una loro propria vita....

martedì 19 gennaio 2010

Bertolaso ad Haiti...

ho provato a disintossicarmi, ho provato a lasciar passare un pò di tempo per far sbollire la rabbia, ma poi, apro la pagina del corriere online e leggo:

Haiti: aiuti bloccati all'aeroporto
Berlusconi invia Bertolaso sull'isola

e mi chiedo...perchè? ci sarà mai un limite?

fonte articolo


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«Quante dita hanno dieci mani?». «Cento». «Bravi, di solito mi dicono 50»
Berlusconi in una scuola dell'Aquila