giovedì 26 febbraio 2009

400 milioni di euro...


Contro ogni logica, la maggioranza sta decidendo di non accorpare la data del Referendum a quella già prevista del 6 - 7 giugno, data delle elezioni amministrative.

Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera, ha spiegato in tutti i TG le presunte ragioni di tale decisione, malcelando che il vero obiettivo della maggioranza è il mancato raggiungimento del quorum, ovvero il fallimento di una consultanzione tanto invisa ai leghisti che evidentemente tengono moltissimo alle proprie “porcate”, sottolineando oltretutto il fatto che l'accorpamento delle date sarebbe stato un indiscutibile vantaggio per i promotori del referendum.

Italo Bocchino non ha però tenuto conto che:

a) ciascun elettore potrebbe comunque esercitare il proprio consapevole diritto all'astensione, semplicemente scegliendo di non ritirare la scheda del referendum al momento del voto. Nulla impedisce al Ministro dell'Interno comunque di dare indicazioni ai presidenti dei seggi perche' segnalino ai votanti questa facoltà

b) lui stesso è un membro del comitato promotore del referendum. Non di un referendum qualsiasi, ma del medesimo referendum di cui ora, con coerenza cristallina, auspica il fallimento

Ma tutto questo avrà un costo? beh diciamo che questi giochini di potere costeranno allo stato qualcosa come 400 milioni di euro...

n.b. per la social card lo stato ha stanziato 420 milioni di euro...

sono veramente dei grandi...

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